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Un giovane Giancarlo Nacinelli
Ti sei mai chiesto come la formazione e la motivazione hanno superato l'oceano per giungere in Italia? Abbiamo intervistato Giancarlo Nacinelli, uno dei primi a trattare questi temi nel belpaese!


Giancarlo "Johnny" Nacinelli riesce a stupirti ogni volta. Sai che stai per parlare con il padre della formazione in Italia, il primo a parlare di potenziale umano, tecniche di memoria e tutto quello che riguarda il mondo dello "sviluppo personale" nel nostro paese. Sai che stai parlando con un geniale venditore ed un imprenditore di spessore.  Ma scopri che la persona con cui stai parlando non si riduce a questo: Giancarlo "Johnny" Nacinelli è, prima di tutto, una persona buona, vera e trasparente.


Pensi che la tua conversazione verterà soprattutto sui temi dello sviluppo personale e lui, con levità, riesce a portarti nel pieno della seconda guerra mondiale quando, giovanissimo profugo istriano, rischiava la vita ogni giorno sotto i bombardamenti degli Stukas tedeschi e a pochi centimetri (leggi l'intervista per saperne di più) dalla morte.
Giancarlo Nacinelli è così. Ti travolge con il suo entusiasmo contagioso e ti spiazza fin dalla prima domanda, quando con un candore che fa tenerezza, ti parla con orgoglio dei suoi guadagni derivanti dalla nuova attività online che ha avviato - va bene la filosofia.. ma il cash è sempre il cash sembra suggerirti!
Giancarlo "Johnny" Nacinelli ed il suo allievo Roberto Re

Ti aspetti dunque che la conversazione prenda un piede prettamente pratico e lui è ancora lì, quasi divertito, pronto nuovamente a spiazzarti.


Dalle sue parole emerge il ricordo partecipato di un padre che in mezzo ai bombardamenti rischia la vita per recuperare la sua piccola bicicletta di cartone. Mmm...no, un uomo che tra i ricordi più importanti piazza quella bicicletta di legno deve essere qualcosa di più che un simpatico business man all'americana, qualcosa di più che un geniale venditore.


Spiazzante, energetico, positivo, vulcanico: che altro aspettarsi d'altronde da una persona che nei remoti anni 60 fonda la prima pista di pattinaggio a Roma, andando oltre al fatto, per esempio, che in quella città l'acqua scarseggiava pure per uso domestico? Che aspettarsi dal fondatore della Memotec? Che aspettarsi dal padre putativo degli odierni personal coach (da Roberto Re a Livio Sgarbi a Roberto Pesce), per citare i più noti?
Per noi che l'abbiamo fatta, l'intervista è stata un vero piacere ed una occasione di crescita, speriamo che per te che leggi possa essere lo stesso.




Buongiorno Giancarlo e grazie per partecipare a questa intervista. L'idea di poter intervistare il pioniere della formazione in Italia, nonché una persona del tuo spessore umano è un grande motivo di orgoglio e soddisfazione per tutti noi: benvenuto e grazie ancora!








Grazie a voi per avermi voluto intervistare!











La prima domanda da fare ad un uomo impegnato ed attivo come te è davvero semplice: quali sono i progetti in cui sei coinvolto attualmente? 








Sono impegnato a costruirmi una posizione in un'attività per me completamente nuova e ci sto riuscendo abbastanza bene. Si svolge solo ed esclusivamente su Internet. Sapevo che era l'attività del futuro ed ho voluto provare benché fossi abbastanza negato al computer. Mi sono detto: se va male imparo almeno ad usare questo strumento ostico e misterioso. Risultato? Primo mese €6.500 di di guadagno CASH...ho deciso di continuare.







Be', sembra essere proprio l'ultima tappa delle tue imprese. Appena rientrato in Italia dall'Australia incominci a lavorare per l'Enciclopedia Britannica dove scali rapidamente la gerarchia aziendale, dopodiché apri la prima catena di palestre americane in Italia: la Health Spa, passa poco tempo ed ecco che riesci nell'impresa di avviare con successo la prima pista di pattinaggio a Roma, la Ice Heaven, giriamo lo sguardo ed ecco che fondi la prima azienda che insegna a tutti ed a prezzi accessibili le tecniche di memoria: la Memotec. La tua è una storia di successo e crescita personale costante, come si vede. E la domanda sorge davvero spontanea: quali sono stati secondo te gli ingredienti fondamentali del successo di queste imprese?





    ENTUSIASMO, continuare a sognare ed imparare come un bambino. Non ho mai avuto paura di sbagliare, lo considero sempre un'opportunità di crescita ulteriore. Se e quando andava male, ricominciavo o, meglio, ricominciavo con un'attività nuova e diversa. Ogni volta è stato come rinascere. Il non avere anni di esperienza alle spalle in una determinata attività NON è un handicap, anzi... significa immettere sistemi e metodi alternativi/innovativi. Entusiasmo e creatività al posto di esperienza ripetitiva. Sono convinto che nella maggioranza dei casi, le persone con 40 anni di esperienza in un settore specifico altro non hanno che l'esperienza di UN anno ripetuta per 40 anni! Ho vissuto molte PRIME esperienze...molte PRIME Vite e sono interessato a continuare al punto che, ne sono certo, quando un giorno busserà la Signora in nero...il mio atteggiamento sarà: "TORNI PIU' TARDI, ADESSO HO DA FARE!" 




  • Tu sei figlio di gente umile. Nella tua scalata verso il successo, quanto ti è stata d'aiuto la tua origine e quanto invece hai dovuto sviluppare credenze diverse?



Credo che la mia infanzia mi sia stata di grande aiuto...nei primi 15 anni della mia vita non ho mai potuto METTERE RADICI. Nel 1944 avevo 5 anni e dal rifugio antiaereo di Fiume (in Istria, dalla quale stavamo scappando per raggiungere l'Italia) vedevo gli Stukas tedeschi scendere in picchiata per bombardare la città. Mio Padre uscì di corsa dal rifugio per recuperare la mia piccola bicicletta (ancora con i cerchi in legno) che era rimasta dall'altra parte della strada. Era un uomo che non avevo conosciuto prima, ero troppo piccolo e lui era in guerra sul Fronte Libico. Quello fu il primo ATTO D'AMORE di mio Padre nei miei confronti...e rimase uno dei pochi. Non mi ha lasciato capitali o case...mi ha insegnato a DARE e lavorare contando sempre e solo sulle proprie forze. Pochi anni a Trieste e Gorizia , due soli amici d'infanzia, Bruneto e Gavino...poi la partenza per l'Australia. Parlavo l'Italiano ed il Tedesco nei trentadue giorni di viaggio in nave guadagnai 137 Mila lire (un'enormità) sviluppando e stampando le foto fatte dagli altri emigranti...nella cabina di prima Classe che il Comandante aveva messo a mia disposizione. Dopo soli otto mesi in Australia parlavo CORRETTAMENTE l'Inglese ed incominciavo a parlare anche lo Spagnolo (imparato nei club dove erano in voga canzoni e musica Latino americane (Caterina Valente e d il Trio los Paraguayos). NIENTE RADICI ma la conoscenza di 4 Lingue, che sono meglio di un passaporto...



Quali sono gli ostacoli più importanti che hai dovuto affrontare nella tua vita?








Cambiare la gomma dell'auto senza disporre di un Crick! A parte questo mi è mancato il "pezzo di Carta", il Diploma Universitario che penso di aver ampiamente compensato continuando sempre a leggere, come faccio tutt'ora. Poi, un giorno, ho capito che Freud non era laureato in Psicologia!!...ed ho assunto molti Laureati.








Qual'è a tuo parere la differenza tra te ed un altro emigrato che non è mai andato oltre nella vita?







Io SONO EMIGRATO, immergendomi completamente nel nuovo ambiente, parlando, camminando, vestendo e mangiando come tutti gli abitanti Aborigeni lasciando scomparire l'Italiano e CAMUFFANDOMI perfettamente nell'ambiente...non ho mai cercato di vivere negli orribili ghetti costituiti dagli Italiani che, pur andando all'estero pretendono di rimanere Italiani con la propria lingua e con i loro usi e costumi e...vari vizi di forma. Quelli NON sono Mai emigrati!! 








    Qual'è la cosa di cui sei più orgoglioso? 






Aver investito tutti miei primi guadagni con Encyclopaedia Britannica per imparare a volare presso l'Aeroporto di Peretola a Firenze (ma non ho più il Brevetto): volare è la perfetta metafora del Pensiero Laterale ...imparare a muoversi fisicamente nelle tre direzioni. L'Uomo funziona normalmente solo col pensiero Lineare, avanti/ indietro e sinistra/destra...Volare ti dà anche l'Alto ed il Basso..e ti libera la mente. Non a caso due dei miei autori preferiti erano dei piloti: Saint Antoine de Exupery con il Il Piccolo Principe e Richard Bach "Il Gabbiano Jonathan Livingstone ecc.








Ci sono delle cose che avresti fatto diversamente? 











No. Sarebbe stato impossibile. La domanda, in realtà, non ha senso...nella vita noi tutti abbiamo esattamente quello che ci meritiamo. (Che ci piaccia o no) 








Qual'è il più grande insegnamento che hai tratto dalle esperienze della vita?




IO SONO QUI ED ORA!












Grazie di avere partecipato a questa intervista, è stato un grande piacere per tutti noi!









Grazie a voi! Apprezzo quello che fate con VITAFACILE.  Bel lavoro, complimenti e continuate così!






E' con profondo sconcerto e tristezza che abbiamo accolto la notizia della morte di Giancarlo. Con intensa partecipazione emotiva esprimiamo le condoglianze alla famiglia ed ai suoi cari. Il suo entusiasmo ed esempio continueranno ad ispirare migliaia di persone per sempre. R.I.P.

2 commenti :

  1. Complimenti, è una bellissima intervista!
    Giancarlo Nacinelli è una persona che può insegnare molto e leggere la sua storia insegna veramente quanto sia importante nella vita non mollare mai. Complimenti davvero!

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