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Un concetto chiave e fondamentale per perseguire il proprio miglioramento personale è senz'altro il concetto di "comfort bubble", o zona di comfort. La Comfort Bubble è un concetto chiave della PNL. E probabilmente una delle innovazioni più importanti sviluppate per quanto riguarda lo sviluppo personale. 
Come forse saprete leggendo gli altri post presenti in questo sito, non mi piace definirmi un cultore dello sviluppo personale. Mi piace pensare che coltivo il dovere principale dell'uomo: crescere, e le tecniche che spiego sono sempre da considerare dei mezzi, e mai fini a se stesse.
E questo perché lo sviluppo è il dovere principale dell'essere umano, la meta principale a cui tendere, lo scopo che deve guidare ogni azione. Le tecniche di sviluppo personale quindi sono soltanto e solo un mezzo per pervenire ad un fine, più alto e più importante: 

IL MIGLIORAMENTO DI SE STESSI E DEL MONDO CHE CI STA INTORNO.


Perché questo inciso parlando della zona di comfort? Perché la zona di comfort ha la caratteristica importante di funzionare a dovere anche senza dovere adottare la PNL in pieno. Di più: il concetto di zona di comfort può anche non condividere affatto i principi della PNL e mantenere egualmente le sue due caratteristiche principali:

  • Serve a spiegare molti dei comportamenti umani 
  • Serve ad insegnarti come comportarti in molte situazioni 
Inoltre, un'altra cosa bella della comfort bubble é che fa parte di quei concetti assai semplici da capire ma che, anche dopo che li si conosce perfettamente, non smettono di produrre nuove conseguenze e nuovi insegnamenti.
Vediamo ora di spiegarla passo passo e farti capire perché può rivoluzionare la tua vita.
Hai presente il logo di vita facile? Esso, tra le altre cose, simbolizza la zona di comfort. 


La prima cosa che devi immaginare è un cerchio, con te dentro. Questo cerchio delimita le cose a cui sei abituato, nelle quali ti senti a tuo agio, che sai fare e che ti fanno stare bene. Fuori da questo cerchio, o da questa bolla, ci sono le cose che non conosci, che non sai fare e che ti fanno stare a disagio.
Ecco la prima funzione della comfort bubble: ti spiega che naturalmente l'uomo tende a stare in questa bolla, perché é a suo agio e non vive pressione.
Ma la descrizione può ulteriormente affinarsi, in questo modo:

L'uomo trova sicurezza a fare quello che sa ed insicurezza nel fare ciò che non sa. L'uomo per garantirsi questa sicurezza, nell'arco della vita si premura di costruirsi una serie di abitudini, pensieri e convinzioni che lo mantengono, per l'appunto, in una zona di comfort, nella quale si sente a suo agio e protetto 

A questo punto il discorso si fa interessante perché la teoria della zona di comfort postula altri due assiomi:

  1. La felicità è data dalla crescita 
  2. La crescita si ottiene cambiando 
Questi assiomi li possiamo sintetizzare così: 

La felicità si ottiene restando in continua evoluzione, e per evolvere occorre fare le cose in maniera diversa da come le si è sempre fatte. Occorre cioè uscire dalla propria comfort bubble!
D'altra parte, restare sempre nella propria zona di comfort, per definizione, non può portare alla felicità, perché non vi è cambiamento, dunque neppure evoluzione. Ne emerge che per essere felici occorre intaccare la propria sicurezza, ma, nel breve periodo, intaccare la propria sicurezza fa stare a disagio.
Come si fa ad uscire fuori da questa contraddizione tra disagio e felicità? La risposta si ha considerando come la zona di comfort sia flessibile. Precisamente, nella misura in cui si esce dalla comfort bubble, facendo qualcosa a cui non si é soliti, e ripetendo questo un certo numero di volte finché non diviene un'abitudine, la nostra zona di comfort si espande, inglobando il nuovo aspetto.
In questo modo ci troviamo a vivere una sensazione di benessere raddoppiata, data dallo stare a nostro agio nella nuova situazione e dall'essere cresciuti: la zona di comfort si è espansa.
Si tratta però di un equilibrio transitorio: se non si continua a crescere il nuovo equilibrio finirà per risultare restrittivo ed inibitorio delle nostre potenzialità. Occorrerà continuare a crescere e fare esperienze nuove per garantire lo stato di benessere interno.

Come si applica nel concreto la zona di comfort?


Facciamo un esempio che in molti hanno prima o poi sperimentato: fare ginnastica.
Gustavo è un uomo di mezza età che si accorge che è un po' ingrassato e poco tonico. Prende la decisione di andare in palestra per perdere peso. Si iscrive.
Ora consideriamo come andrà il suo allenamento a seconda che 1) resti imprigionato nella sua attuale zona di comfort, 2) decida di espanderla.

FERMO NELL'ATTUALE ZONA DI COMFORT

Gustavo va in palestra la prima volta: un disastro! Non sa come fare gli esercizi, si accorge di essere molto meno bravo degli altri che lo attorniano, e la presenza di persone in forma e toniche lo mettono profondamente a disagio. Finita la prima sessione di allenamento, esce esausto fisicamente e mentalmente: non gli è piaciuto, ed in più è stata un'esperienza psicologicamente impegnativa. Incomincia a pensare che tutto sommato è sempre andato avanti bene senza andare in palestra, e poi, l'aspetto fisico non è così importante. Decide di lasciare perdere, sprecando anche l'abbonamento semestrale che aveva comprato. 

ESPANSIONE DELLA ZONA DI COMFORT

Gustavo va in palestra la prima volta: che esperienza stimolante! Sa che non ha molta esperienza, ed è eccitato di imparare nuovi esercizi e di poter migliorare il proprio aspetto fisico. Vede le persona più in forma e si considera molto stimolato ed ancora più convinto in quello che sta facendo: con un po' di impegno e di costanza ci arriverà anche lui. Finita la prima sessione esce stanco ma contento. Si convince ancora di più che ha fatto bene, così continua a frequentare la palestra con regolarità. Così, dopo pochi mesi, si trova molto più in forma, a perfettamente a proprio agio in una situazione che poco prima lo metteva sotto pressione. 


Hai capito qual è la differenza?
Una volta che hai appreso l'importanza e quanto sia fondamentale la zona di comfort, non ti resterà che applicare precise metodologie che ti stimolino all'azione ed a superare le tue resistenze interne.

Vuoi saperne di più?
Guarda questo video:


Segui queste pagine, perché molti argomenti che tratto sono esattamente legati a questo!!!


4 commenti :

  1. Devo essere sincero, è uno dei migliori articoli che abbia letto sulla rete sulla zona di comfort..ma dove lo tenevate nascosto questo sito?

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    1. Eheheh Grazie Michele! Sai come si dice: "quando l'allievo è pronto, compare il maestro" ;)

      Continua a seguirci e cercheremo di darti un sacco di contenuti di qualità!

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  2. Quindi, se ho capito bene, la zona di comfort è da allargare, non da rompere!

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    1. Ottima intuizione Giorgia, in realtà rompere le cose non è mai la scelta migliore... anche se sembra così :))

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